D[‘]i-stante

–D[‘]i-stante, come deposizione d’istante.

di Gabriele Perretta

 

Rodrigo Blanco è un pittore che conosce bene il suo mestiere e che si muove carico di energia nell’ambiente espositivo italiano: ha esposto in collettive, pratica la disciplina del salto triplo, ha curato una sua serie di lavori pittorici titolata Segnali Residui Progressivi, organizza ogni anno sequel di rivalutazione di autori e addirittura interi appuntamenti e musei per Gino De Dominicis. Rodrigo Blanco è insomma un entusiasta della pittura, e se prima di fruire questa mostra aveste letto anche i suoi cicli pittorici, sapreste già anche quanto creda al potere speciale della pittura. Alla sua magia, alla sua capacità di fare, di agire, di lasciare un segno in chi guarda. Blanco è cioè un pittore professionista ma, anche, uno di quei pittori che “ci crede ancora”, uno di quelli che non si è ancora bruciato nella disillusione, nello scetticismo e nell’esercizio del puro professionismo. D’altro canto questo – l’entusiasmo, il crederci – è l’atteggiamento giusto e anzi necessario per dipingere dei quadri e realizzare una mostra come quest’ultima, titolata insieme a chi scrive, D[‘]i-stante.